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  • L'onorevole Romano Prodi PDF Stampa E-mail
    Scritto da Paul Freeman   
    Mercoledì 01 Giugno 2005 00:00

                                                       Romano Prodi

    Invochiamo il dono dello Spirito Santo, proprio nell'imminenza della Pentecoste, con tutti i suoi doni di Sapienza e fortezza, Consiglio e timor di Dio.

    Suggeriamo di recitare ogni giorno per il Prof. Romano Prodi un invocazione allo Spirito Santo.

     

    Riteniamo inoltre opportuno che tutta la Chiesa preghi in questo periodo per i politici italiani chiedendo allo Spirito Santo di fare luce nelle esistenze di questi fratelli e di queste sorelle.

    Un cattivo governo e una cattiva vita politica non sono generati solo da incapaci governanti e da mediocri uomini politici ma anche da credenti che troppo poco invocano il Signore per illuminare, e talvolta, erigere e abbattere,  tutto il "potere" che non è a servizio dell'uomo ma delle proprie vanità.

     

     

                    L’obbedienza non è aggregazione

    Sulla vicenda del pronunciamento del Professor Prodi riguardo la maturità e il voto c’è già stata abbastanza confusione, gossip e rettifiche dell’interessato per cui non ci torneremo più di tanto. Certo è che il professore poteva benissimo essere chiaro sin dall’inizio del suo pronunciamento su una vicenda così delicata.

    La nostra riflessione verte oggi sul significato vero e proprio della laicità e nel riferimento che essa ha verso i valori. Curioso infatti pensare che lo stesso professor Prodi, il quale in una sua rettifica di quanto precedentemente detto decida di mettersi in silenzio perché non vuole alimentare una inutile battaglia tra laici e cattolici. Anche qui, come altri, il professore è in errore perché qui non si tratta di una battaglia tra chi ha una coscienza religiosa e chi non ce l’ha, in chi è cattolico e chi no. Qui la battaglia è in sostanza sul significato essenziale della laicità.

    Il professore, come altri, preferisce glissare una questione che invece è fondamentale per la vita civica e per la vita politica:

    Chi è il laico? Cosa vuol dire stato laico?

    E’ un grande errore di etimologia  e di contenuto pensare che il laico è colui che, animato da spirito liberale e scevro da ogni posizione di coscienza, non fa in definitiva cammino di ricerca verso la Verità ma verso un equilibrio di politically correct per non turbare nessuno e garantire il modus vivendi che la maggioranza “sente”.

    Un tale soggetto non è per nulla un laico ma piuttosto un opportunista che decide di mantenere una posizione di comodo sia verso se stesso che verso la società.

    Questa è infatti la strada del laicismo sotto forma di “dittatura relativistica”

    Sembra sia questa la strada della maggioranza dei nostri politici preoccupati più della propria vanità e nel mantenere il proprio stipendio parlamentare che di svolgere un servizio oggettivo alla comunità.

    In realtà sia il Professore che il Presidente del Consiglio, appellandosi al silenzio e alla discrezione per questioni di coscienza, sul tema del referendum del 12-13 Giugno, non fanno che alimentare quel qualunquismo etico, altresì chiamato relativismo, che non è politica per il bene di un paese ma piuttosto un reiterare quella spaccatura tra fede e reale tanto cara ai protestanti, ai massoni e ai liberal-illuministi.

    Caro professore la maturità di un uomo si vede proprio da qui.. da quanto egli si giochi in prima persona su questioni di coscienza che hanno la priorità rispetto alla legge e al comune sentire.

    Se infatti privilegiamo la legge senza evangelizzarla rischiamo di incorrere in uno stato etico decisamente talebano… e in questo il professore dovrebbe ben guardarsi dagli alleati che ha intorno se egli si definisce un cattolico.

    E’ paradossale che solo la Chiesa nella distinzione dei campi tra Cesare e Dio sia l’unica che si faccia garante contro una dittatura relativistica.

    La dittatura relativistica infatti vorrebbe zittire comunque l’interrogativo e lo stimolo etico che la Chiesa ha il dovere di fare; tale stato di cose vuole, infatti, dimenticare le radici per il nuovo che nuovo non è ma lo solita vecchia zuppa di “gusto adolescenziale delle novità”.

    Quindi vai con un “irenismo” a go-go;

    l’importante cara Chiesa è che non disturbi i nostri giochi dice il laicista;

    l’importante è che tu, cristiano, creda, ma nel silenzio della tua coscienza dice il relativista.

    Dice la Rerum Novarum al cap 4, 23 “Né si creda che le premure della Chiesa siano così interamente e unicamente rivolte alla salvezza delle anime, da trascurare ciò che appartiene alla vita morale e terrena”

     

    Insomma se Prodi si definisce un cattolico beh! Che si veda;

    se Berlusconi si definisce un cattolico, beh! Che si veda!

    Proprio questa differenza sostanziale, tra "impantanamento" che non è incarnazione, ha fatto crollare tutti i partiti di ispirazione cristiana proprio perché alla fine, sia nella testimonianza che nella prassi interna, hanno degenerato nel politichese che tutti conosciamo e che non ha fatto il bene del paese ed hanno tradito l’ispirazione di cui si erano fatti stemma.

     

    Essere laici vuol dire essere nella storia, e non c’è nessuno che sia più nella storia a 360° di uno che cerca con onestà di seguire, esplicitamente o implicitamente,  Cristo. Certo un agnostico oppure un ateo non sono sicuramente d’accordo con questa visione, ma siamo convinti che pensano così anche per colpa di una cattiva e non gioiosa testimonianza di noi cristiani; insomma perché mancano i martiri della fede.

    Anche qui non si pensi a nessuna confusione con una forma talebana e fondamentalista.

    Il martire cristiano non impone ma propone e condivide la speranza che lo anima.

    Il cristiano muore per questa speranza non perché deve convincere con il politichese;

    il cristiano non digiuna per ottenere attenzione;

    il cristiano si dona perché non può non donarsi.. perché quella speranza è in Lui, ed è eternità che entra nella storia per trasformarla. Una speranza che è fuoco vivo che arde e che muove all’azione.

    Perché si ripercorra nelle proprie membra quel mistero di Passione Morte e Resurrezione che ha animato Gesù e che ora anima la Chiesa. Questa speranza è storia. E questa storia è ragionevole.

    Per questo il cristianesimo è anche un fatto politico. Quando l’uomo incontra Cristo e fa esperienza di un incontro divinizzante e fa esperienza di Chiesa, fa necessariamente una esperienza sociale e politica. Questo non perché egli sia chiamato a fare politica di mestiere o in senso diretto, ma perché il cristiano è l’uomo dell’esperienza storica e dell’agire storico di Dio. Questo, proprio questo,  noi e il mondo abbiamo visto in Papa Giovanni Paolo II;

    un uomo di Dio, un uomo storico.

    Cita la Gaudim et Spes nel proemio: “È l'uomo dunque, l'uomo considerato nella sua unità e nella sua totalità, corpo e anima, l'uomo cuore e coscienza, pensiero e volontà, che sarà il cardine di tutta la nostra esposizione. Pertanto il santo Concilio, proclamando la grandezza somma della vocazione dell'uomo e la presenza in lui di un germe divino, offre all'umanità la cooperazione sincera della Chiesa, al fine d'instaurare quella fraternità universale che corrisponda a tale vocazione”

     

    E’ proprio questa storicità del fatto cristiano che il nemico del vangelo non ama, perché gli ricorda che ha perso fin dal principio.. ma questo è un altro discorso anche se di fondamentale importanza.

     

    Ora noi vorremmo vedere uomini politici che si definiscono Cattolici che vivano questo, credano questo.. nonostante le proprie debolezze e contraddizioni.

    Vogliamo politici santi, tout court!

    Non si spaventino i nostri politici.. non chiediamo a loro né di essere dei super-uomini né di rassicurare le nostre fragilità psichiche e sociologiche con una forma di ledearismo.

    Infatti i super-uomini non esistono ed ogni guida cercata per dare sicurezza sociologica risponde a quel processo psichico di identificazione proiettiva proprio, in genere, solo di un’età dell’uomo che va dai 12 ai 20 anni.. e non della maturità personale che ogni giorno cerchiamo e che si chiama responsabilità!

    Quello che noi chiediamo a loro e a noi stessi è che la Speranza storica che li anima si veda;

    che se Cristo lo hanno incontrato si veda!

    Vogliamo che i nostri fratelli cattolici e cristiani e gli uomini di buona volontà si giochino sul reale e non sulla demagogia.

    Stupisce dunque l’atteggiamento di coloro che si definiscono cattolici ma non praticanti; e che vuol dire?

    Stupisce vedere cattolici teorizzatori dell’aborto; e che vuol dire?

    Stupisce vedere uomini e soprattutto donne che si definiscono cattolici e che non conoscono né il Vangelo né la dottrina sociale della Chiesa e sostengono a piè pari un referendum voluto iniquamente da iniqui e da illiberali.

    Stupisce vedere le coppie che esigono un bambino come un diritto e non come un dono.

    Costoro non sono solo nemici di Cristo e della Chiesa ma innanzitutto nemici dell’uomo!

    Stupisce ancora che i due schieramenti politici siano vuoti in quanto a struttura di pensiero e si battano ancora accusandosi l’un l’altro e non riconoscendo il bene fatto dall’altro.

    Battaglie infinite senza vita che non donano vita al paese. Ogni volta che c’è una opposizione c’è la legittimazione della demagogia politica e della distruzione di chi governa il paese… ma questa che opposizione è?!

    E non parliamo solamente di quella attuale ma di qualunque opposizione ci sia, anche se dovesse andare all’opposizione il centro destra.

    Caro professore noi di maturità umana in questo ne vediamo ben poca e di vanità e di opportunismo veramente “a vagoni”. Ripetiamo stia attento a chi ha accanto.

     

    Nella dottrina sociale della Chiesa la persona ha un primato sostanziale e di significato davanti alla società e a sua volta la società ha un primato sullo stato.

    Se altresì scardiniamo questo ordine legittimiamo uno stato nazi-fascista, non importa che sia rosso o nero – sempre totalitarista è – che non lascia spazio alle giuste obiezioni di coscienza riguardanti casi di morale naturale.

    Uno stato totalitarista anche se travestito da liberale proprio perché in definitiva non difende né i più deboli né la persona.

     

    La Chiesa ha sempre, in linea di principio, sostenuto quest’ordine delle cose.

    Si guardi il caos etico che sta attraversando la Spagna.

    Quella Spagna tanto osannata dalla sinistra ma che fa a pugni con la ragione prima che con il cattolicesimo.

    Quella Spagna presa come modello e che in realtà si comporta non come comunità politica che fa scelte politiche nel senso più autentico del bene della polis.

    Si guardi il Professor Prodi a chi ha intorno, perché forse così accecato nell’attaccare il nemico Berlusconi si dimentica del danno etico e laicista che ha in casa.

     

    Ma torniamo alla questione immediata che più ci sta a cuore. Caro professore ci sono questioni di coscienza che non possono stare nel privato ma necessitano di una posizione forte e chiara.

    Davanti al referendum per l’abrogazione della legge 40 lei sa bene quale meschina visione dell’uomo c’è dietro e che hanno anche i suoi alleati. Non si può tergiversare su una cosa così delicata affrontata  con la demagogia talebana della sinistra e dei radicali, promotori del referendum, e di qualche errante del centro destra.

    Chi va a votare sì” compie un atto immorale secondo la legge naturale prima che sul piano del Vangelo;

    chi va a votare “no” (magari anche all'ultimo minuto) compie un gesto corretto dal punto di vista civile ma immorale dal punto di vista sostanziale perché legittima una battaglia che neanche doveva esserci davanti ad una legge così sofferta seppur imperfetta.

    Legittima una mentalità referendarista svolta con toni sempre sopra le righe e mai nella verità.

    Legittima un quorum su una questione che non può essere decisa in tal modo per il bene della società.

    Legittima in definitiva una visione tutt’altro che politica della società (Gaudium et Spes).

    Anche se venisse raggiunta la maggioranza dei Sì, andare a votare "no" all'ultimo minuto è un gesto immorale perché in contraddizione con l'astensione attiva contemplata in questo caso anche dal diritto che di per sé è già una posizione morale chiara e ben più forte e probante eticamente del "no" verso i "si".. è appunto un doppio "no". Non ci si faccia trarre in errore dunque da "scrupolosi" dell'ultima ora nemici dell'etica, del vangelo e della retta ragione. I sostenitori del "no" all'ultima ora non fanno che aumentare con il potere confusionale e immorale dello scrupolo la confusione verso una posizione chiara di astensione che, proprio nella sua valenza attiva, non è mai complice del genocidio voluto dai referendaristi.

    Chi si astiene dal voto compie un atto morale, buono ed evangelico perché cerca il bene sia della donna che dell’embrione e non in ultimo delle famiglie.

    Ridimensiona lo strapotere scientista (che dittatura quella business-medica!) e pone le basi per eventuali sicuri miglioramenti della legge in un prossimo disteso futuro.

    Dove saranno tutti gli ossequianti politici papisti il giorno del referendum?

    Come si coniugherà la loro coscienza con quel gesto di omaggio a Giovanni Paolo II?

    L'astensione infatti, in questo caso, è segno di una coscienza attiva a non farsi complici di una iniquità voluta dai referendaristi.

    Questa posizione di astensionismo, per così dire, attivo, nasce innanzitutto da una morale naturale, laica e liberale oltre che evangelica in cui non si è "complici", neanche con il "no" dei referendaristi i quali attuano, vestiti da buonisti, una battaglia contro l'uomo.

    Formalmente può sembrare una astensione invece è un chiaro "non andare a votare".

    L'astensione di solito si fa davanti a questioni dubbie in cui non si sa se dire "si" o "no".

    Invece in tal caso l'astensione è proprio la via di coloro che sanno concretamente cosa fare, attivamente e in fase di principio. Dire "no" sarebbe infatti poco e incompleto sia civilmente che eticamente (ripetiamo, anche se detto all'ultimo minuto); l'astensione attiva, coscienziosa e orante è quindi più compiuta eticamente ed è quanto di meglio l'uomo possa fare sia sotto il profilo della morale naturale che sotto il profilo della morale cattolica.

     

    Perché dunque caro Professore non si pronuncia a favore dell’astensione? Anzi perché non dice chiaramente "io non vado a votare"?

    Non si senta immaturo a seguire le indicazioni del suo cuore cristiano e dei suoi pastori in materia tanto delicata… le ricordiamo infatti che l’uomo maturo obbedisce, non si aggrega.

    Obbedisce colui che ascolta, cioè che riconosce il proprio limite e pone nella ricerca della verità il proprio essere uomo della “polis”.

    Il politico si fa interrogare nel profondo da Cristo e dalla Sua Chiesa e agisce di conseguenza.

    Curioso notare che proprio i referendaristi che vogliono sembrare aperti, liberali e europei sono i primi che si aggregano davanti alle proprie isterie, alle proprie vanità, ai propri opportunismi e davanti ai luoghi comuni…

    D’altronde non rimangono loro che questi!

     

    Obbedire deriva da ob-audire che significa ascoltare!

    Ascoltare vuol dire uscire fuori da sé e questo è un principio liberale e liberante e quindi radicalmente umano.

    Proprio per questo l’ascolto sta alla base del cammino di Dioè il primo comandamento: “ascolta Israele!”.

    Ascoltare è un arte che non si improvvisa, occorre disciplina e dominio di sé. Occorre umiltà.

    Mica si può chiedere a Pannella di ascoltare

    il radicale non ha mai ascoltato nessuno in vita sua! Figuriamoci se ascolta Cristo e la Sua Chiesa.. ognuno pesca dal proprio cuore ciò che ha; non vogliamo immaginare che cosa abbia nel profondo della sua coscienza il leader radicale.

    Infatti la totalità dei referendaristi, adolescenti a tutto campo, si aggregano e non ascoltano nessuno per questo fanno tanto rumore, ma non sono fecondi, né mai lo sono stati.

     

    Coraggio Professor Prodi, si mostri uomo maturo

    sia politicamente che come cattolico.

    Si astenga dall’andare a votare il 12-13 Giugno..

    e soprattutto…

    non abbia paura di dirlo! Paul Freeman www.zammerumaskil.com