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Grillo: una risata lo seppellira' |
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Scritto da Administrator
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Martedì 25 Settembre 2007 00:00 |

...Siamo rimasti un po in sordina ma torniamo con il nostro apostolato della preghiera per i politici e la vita politica del nostro paese.
In questo tempo preghiamo per il desiderio di bene e di vero che c'è nel popolo italiano.
Perché cresca e si renda fecondo, responsabilmente, alla luce del Vangelo.
Proponiamo per la meditazione la terra ai Romani al Cap. 12.

Una risata lo seppellirà.
Grillo è da una parte un rivelatore di bisogno e dall'altra un bambino schiavo del bisogno.
Da una parte rivela il bisogno di trasparenza politica ma l'accento populistico diventa ruffianeria e relativismo etico.
Dall'altra è come un infante che gioca con un giocattolo più grande di lui, ne è affascinato e soggiogato in una sorta di auto-erotismo. Talmente forte è la simbiosi tra desiderio e giocattolo che Grillo sta cosificando anche le sue parti migliori e da comico (che aiuta a ridere e alla responsabilità) rischia di essere solo un buffone (un non-credibile che porta il fardello della ruffianaria etica e populistica).
Il cocktail tra bisogno di Grillo, bisogno dei "seguaci", relativismo morale, cattivo uso del web 2.0 non durerà a lungo, come ogni moda.
Speriamo che resti il buono di essere protagonisti della realtà con una vita politica responsabile e non solo con la "maschera di Zorro" populistica che in questi tempi si è formata.
I cattolici, se fedeli al loro mandato battesimale di essere nel mondo e non del mondo, possono portare una risposta più autentica. Quella di cui il mondo ha realmente bisogno.
Quella risposta che è anche un cammino di santità. Perché la vita politica può essere realmente un cammino di santità e non certo un cammino di mondanizzazione e di compromesso come ci hanno testimoniato fin d'ora molti degli uomini e delle donne di governo.
Una risposta che accoglie la realtà e la trasfigura nella purezza di cuore del vangelo che richiede e dona autenticità.
Vita politica che è responsabilità quotidiana del bene comune alla luce del Vangelo.
Vita politica che trae luce per la sussidiarietà, il bene comune e la responsabilità da Cristo morto e Risorto. Dalla croce e dalla Pasqua.
Nella scuola, nel lavoro, in ogni ambiente il cattolico può fare politica e la fa solo se è autentico ed evangelico.
Se non gioca al ribasso con se stesso, se si converte, se non segue le mode.
Se non alza la voce e rifugge costantemente l'approvazione populistica. Fermo e pacato al contempo.
Un po come papa Benedetto XVI, anche se, ovviamente, in un ruolo vocazionale diverso proprio di chi fa politica e la fa da laico a piene mani.
Se Grillo guarda il Papa e si converte a Cristo e alla Sua Chiesa e smette di fare il relativista e il minestrone morale, durerà... altrimenti sarà seppellitto dai suoi "vaffa".
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