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L'onorevole Anna Maria Leone PDF Stampa E-mail
Scritto da Paul e Francesca   
Domenica 18 Dicembre 2005 00:00

Anna Maria Leone
Che bello pregare per una donna!

Anna Maria Leone, Componente della Commissione parlamentare per l'infanzia, svolge un servizio che, a nostro parere, va sostenuto con tutte le forze e tutto lo slancio del cuore.

Proponiamo alla meditazione la lettera apostolica Mulieris Dignitatem di Papa Giovanni Paolo II, in preparazione alla solennità dell'Immacolata e al Santo Natale.

Con l'augurio che Maria, madre di Gesù e madre nostra, illumini ogni donna nella sua vocazione alla coniugalità e alla fecondità. Lei che è la "Credente" doni la luce della fede dove manca e la rafforzi dove essa è presente.






Donna dove sei?
 
Il “celibato gentile”
A qualcuno degli atei militanti e rabbiosi (sic!) la parola laico sta stretta perché, dicono loro, ciò ricorda la distinzione clero-laico della società, e loro in quella distinzione non si riconoscono, pertanto preferiscono la parola “gentile”, cioè riferita alla “gens” alla gente. Ma le distinzioni poco significano in tal caso sulla sostanza del nostro discorso. Il cavallo di battaglia di alcuni militanti è quella di farsi coinvolgere dal prurito delle purtroppo drammatiche situazioni di pedofilia. Iniziano dunque le menzogne di legare questa al celibato ecclesiastico, alla omosessualità presunta di alcuni sacerdoti, ecc.
Persino Capezzone, con la sua postura retorica post-rutelliana, discostandosi da una certa mentalità semplicistica, ha dichiarato, tempo fa, che il problema della pedofilia è presente sostanzialmente in maniera omertosa nelle famiglie e non tanto nei seminari.
Quando la Chiesa ratifica il suo pensiero, con continuità di tradizione, per vigilare con una istruzione riguardante i criteri per l’ammissione al sacerdozio e le persone omosessuali, ecco insorgere i medesimi dicendo: la Chiesa è oscurantista.
Insomma per i destabilizzatori di professione ciò che conta è la critica a-prioristica non la ricerca del bene.
Gesù risponderebbe loro:” vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, un lamento e non avete pianto..”
La realtà purtroppo è un’altra... e che proprio coloro che vivono una apparenza di celibato “gentile” sono i primi ad avere scheletri nell’armadio sia a livello di crescita e di maturità affettiva che di maturità relazionale; incancreniti in una struttura adolescenziale continuano le loro “lelle” battaglie con il marcio dentro.
Tale marcio, per difesa psichica, va esorcizzato e pertanto non fanno altro che sputare e proiettare la loro miseria verso chi sta a servizio gratuitamente.
La realtà è che il Celibato “per il Regno”, che poi è una persona, “Gesù Cristo”, fa tutta la differenza.
Quando un laico non vive questa proiezione e questo slancio del cuore, anche solo in maniera implicita, fonda i propri sforzi sul nulla e crescono poi le pieghe della regione oscura dell’anima che prendono il sopravvento.. qui si, in maniera borghese con vizi privati e pubbliche virtù. Parliamo di vizi privati quali la pedofilia, efebofilia, omosessualità, ecc.
Insomma il "celibato gentile" nella ricerca costante di scimmiottare il celibato cristiano crea spesso e volentieri dei mostri o alla meglio degli handicappati affettivi; qui è situata la vera paralisi dell’uomo e della sua dignità.
 
Donna dove sei?
Ci chiediamo dov’è la donna e se è consapevole di ciò che è e di ciò che vuole essere.
Certo i modelli non l’aiutano. Ha lottato tanto e giustamente per diritti di parità e di lavoro. Ora desidera che le sia riconosciuto il suo diritto di essere madre. Ma la dignità dell’uomo sta nell’essere per-qualcuno e non come monade individualistica, tanto più, ed è un vantaggio non da poco, per la donna.
Tutti i problemi di ostinazione sulla ru486, sulla 194 e sul diritto di abortire sono un obbrobrio e una disumanizzazione radicale della donna e del suo essere nel mondo.
Spesso l’uomo, vigliacco e opportunista, l’ha abbandonata alle proprie isterie.
L’uomo maschio che violava la dignità della donna con la violenza, il sopruso e il disinteresse verso la vita nuova, si ripete appoggiando (e qui sta la meschina furbizia) campagne che di diritto della donna non hanno nulla se non una violenza che si ripete, in forma diversa, verso la donna stessa.
Potremmo dire che l’uomo spesso ha ignorato la donna e ora, con la facciata dell’interesse, non la sta amando.
Riteniamo che ogni uomo e ogni donna che appoggi una campagna a favore del diritto sull’aborto sta perseguitando, in forma più sottile ed insidiosa, la libertà stessa della donna (e dell’uomo) di essere un dono-per; di essere se stessa; di essere se stessi. Curioso che la sinistra che dovrebbe sostenere un “ideale di fratellanza e di comunione” privilegi una antropologia della monade consumistica e capitalistica distaccata totalmente dalla comunione con la vita nuova.
Proprio perché la vita non è un gioco e non lo è neanche il dramma eventuale di una scelta abortiva, lo stato di diritto cessa di essere tale finche non si impegna, con il suo genio, a sostegno integrale della vita e dei diritti del nascituro.
 
L’istanza di coniugalità e di maternità hanno bisogno di una risposta, sempre. Quando questa istanza viene negata nascono i problemi. L’unica eccezione, che poi eccezione non è ma, talvolta, una naturale evoluzione del cuore, è quella che tale coniugalità e tale maternità siano trasformate in un progetto donativo di ugual misura.
Ecco perché siamo perplessi per tutte quelle donne  che, in politica, non hanno risposto alla vocazione di avere una famiglia nella fedeltà e nell’ostinazione gioiosa dell’amore.
Oppure che non hanno abbracciato con slancio un progetto donativo totale ma di tanto in tanto tirano fuori un’antropologia o un progetto educativo che manca del minimo buon senso.
Solo per fare un esempio.. Onestamente facciamo fatica a sentirci rappresentati, tanto più all'estero, da Emma Bonino; quale progetto educativo, familiare, femminile rappresenta?
 
La politica italiana ha bisogno di uomini e di donne che sostengano un progetto di famiglia non solo come programma ma come impegno personale di vita; oppure che abbiano fatto una scelta donativa simile al celibato ecclesiastico e che, anche se non ha Cristo come scelta concreta ed immediata, lo abbia almeno in forma implicita.
La Passione politica quando diventa dileggio, maleducazione, programma sistematico nel destabilizzare, perde ogni credibilità e fecondità e acquista consensi solo nel popolo degli infantili.
 
La donna si dona
Riportiamo un intervento integrale di Anna Maria Leone, Componente della Commissione parlamentare per l'infanzia. “Amici tutti, colleghi, è con le parole di Annalena che voglio iniziare questo mio intervento; parole di una semplicità disarmante, di una generosità senza limiti: “Scelsi di essere per gli altri: i poveri, i sofferenti, gli abbandonati, i non amati, da quando ero uno bambina. Volevo seguire solo Gesù Cristo, Lui e i poveri in Lui. Per Lui feci una scelta di povertà radicale anche se, povera come un vero povero, i  poveri di cui è piena ogni mia giornata, io non potrò mai essere.” Annalena ha abbandonato le agiatezze ed i confort che dà il mondo sviluppato. Si è trasferita in Africa, in una terra a lei molte volte ostile perché bianca e dunque disprezzata, perché cristiana e dunque temuta e rifiutata. Tutto le era contro, ma l’amore, quell’amore di cui fu piena la sua vita e che la fece innamorare degli ammalati di tubercolosi e di AIDS, delle donne che subivano mutilazioni, dei bambini poveri, ciechi, malnutriti, sordomuti o menomati dalle malattie, l’ha sempre fatta sperare che si poteva fare qualcosa per quella gente abbandonata, respinta e rifiutata da tutti. Si occupò di loro giorno dopo giorno, instancabilmente, stando al loro capezzale quando si aggravavano e non c’era nessuno che li confortasse, nessuno che sussurrasse parole dolci per alleviare il dolore ed infondere coraggio. Ben presto ogni malato ben consapevole di essere alla fine voleva solo Annalena accanto per morire sentendosi amato. Solo così per questa missionaria laica la vita aveva un senso nel darsi agli altri. La sua esistenza aveva conosciuto tanti pericoli. Per anni ha convissuto con le guerre, sperimentando nella carne di coloro che amava - e dunque nella sua carne - la cattiveria dell’uomo, la sua crudeltà, la sua perversione. Tanti avrebbero abbandonato, ma Annalena no, lei ne è uscita con la convinzione che ciò che conta è solo amare. La sua vita si è spezzata il 5 ottobre scorso ma il suo ricordo è vivo nel cuore di tutti coloro che l’hanno conosciuta. E’ vivo tra i malati di cui ha curato le ferite e negli occhi di tutti quei bambini impauriti che hanno conosciuto la sofferenza e con lei l’amore.
    La Commissione parlamentare per l’infanzia nel giorno dedicato ai bambini di tutto il mondo ha voluto conferire il riconoscimento alla memoria ad Annalena, che ha dato la sua vita per questi piccoli, i senza nome, come li chiamava lei, quelli che agli occhi del mondo non contano nulla, ma tanto agli occhi di Dio, i suoi prediletti. Hanno bisogno di noi e noi dobbiamo essere con loro e per loro non importa se la nostra azione è come una goccia d’acqua nell’oceano. E’ per questo che mi auguro che quello che oggi noi iniziamo non sia soltanto un episodio, ma anche per le ditte che la presidente ha ricordato, le quali vogliono offrire contributi alla memoria di Annalena, rappresenti un’opera che deve continuare, una presa di coscienza che il bene va fatto sempre, e senza secondi fini. Il bene, anche quello che parte da azioni commerciali, deve poi avere conseguenze coerenti anche nella ricerca giusta di un benessere, di un lucro. Io mi auguro che le ditte che oggi hanno voluto essere accanto a noi non esauriscano la loro presenza ad oggi, con la fine della giornata, ma ci sia la disponibilità a fare anche domani scelte che siano coerenti con quella di oggi. Grazie, perché tutti siamo in grado, riflettendo, di impegnarci a fare un nuovo passo verso il bene.”
 
Paul & Francesca
 

 
Memento:
- Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie. Noi, invece, abbiamo un'altra misura: il Figlio di Dio, il vero uomo. É Lui la misura del vero umanesimo. "Adulta" non é una fede che segue le onde della moda e l'ultima novità; adulta e matura é una fede profondamente radicata nell'amicizia con Cristo -
(Joseph Ratzinger, Omelia alla messa
"Pro eligendo Romano Pontifice", Roma, 18 aprile 2005)