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L'onorevole Fausto Bertinotti PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 03 Febbraio 2006 00:00


      Fausto Bertinotti

 

Apprezziamo la sensibilità sociale, anche nei confronti della famiglia, dell'on. Bertinotti anche se non condividiamo quasi nulla dell'apporto etico-politico  che muove i suoi interventi.

Anche in questo la sensibilità non basta e potrebbe essere fuorviante.

Tuttavia gli riconosciamo una certa coerenza politica nel suo pensiero. Sappiamo che una tale coerenza, se vive il dono di una conversione profonda e radicale, potrebbe essere lo spunto per produrre frutto civile e politico.

Il "surrealismo ideologico" di Bertinotti ci pare eguale solo a quello del Cavalier Berlusconi, distante per posizioni di valore e metodologia, simile per pericolosità ideologica e approccio alla realtà.

Tuttavia la determinazione e la coerenza sono virtù che se prendono il buon indirizzo possono svolgere un servizio non indifferente alla comunità.

Noi questo mese preghiamo anche per lui, per  l'onorevole Bertinotti. La luce del vangelo illumina anche le ideologie sbagliate, come quella del comunismo puro o quella del comunismo camuffato all'italiana, per abbatterle e trasformare le persone e il loro servizio civile.

Certo, se l'onorevole Bertinotti scoprisse più Gesù mettendo da parte Marx non sarebbe più lo stesso... poco male, anzi tutto di guadagnato, per lui e per noi e probabilmente anche per lo scenario politico italiano.

Proponiamo per la meditazione la lettura approfondita dell'ultima splendida enciclica di Papa Benedetto XVI, "Deus caritas est"






Le priorità

 

Aveva ragione il buon Gaber a dire "destra, sinistra, ma va.." in una sua simpatica canzone. Infatti le questioni ideologiche di uno schieramento non sempre sono chiare come in passato e la politica si dirige pian piano verso una conquista di "scranni" più che di un servizio oggettivo a favore della gente.

L'amplificazione dovuta al clima mediatico della campagna elettorale fa risaltare agli occhi di noi tutti con più evidenza il parlarsi addosso dei "nostri rappresentanti".

La politica non ha soltanto il suo genere letterario su cui via via il cittadino deve fare interpretazione, ma diventa sempre più un mondo a se stante distante dalle difficoltà quotidiane della gente e, soprattutto, e questo è il nostro dolo, distante dalla difficoltà della famiglia italiana. Non si capisce infatti perché il cittadino debba interpretare coloro che sono suoi delegati e tutti profumatamente pagati.

La disertazione dei seggi non è dovuta solo alla pigrizia politica e civica dei cittadini ma anche dal fatto che i nostri rappresentanti rappresentano sempre più se stessi invischiati in giochi distanti dalle quotidiane difficoltà.

L'effetto è che tutta questa situazione surreale fa abbassare l'educazione civica di noi tutti proprio perché manca quella sensibilità sociale di immergersi nel reale ad intra e ad extra fuori della nostra nazione.

Nel momento stesso che la campagna elettorale diventa più mediatica essa si avvicina e si accosta ad altri spettacoli che sono tutt'altro che civici e culturali...

e il cittadino, un po per comodo, un po per amarezza e scoraggiamento si dice: "ma chi sono questi signori che parlano e straparlano, promettono e stra-promettono, da una parte e dall'altra dei poli, e poi non toccano le mie difficoltà?"

Noi riteniamo che sia un dovere civico l'essere presenti alle urne delle elezioni di governo, nonostante tutto, e vogliamo esortare tutti i credenti in Cristo a fare altrettanto con priorità che stanno al cuore di una convivenza civile.

 

La famiglia

La famiglia è il punto che determina il nostro voto.

Una famiglia salvaguardata sia nei suoi aspetti etico-morali che social-economici.

Non ci importa il colore dello schieramento, ma quel polo che risponderà di più a queste attese con efficacia e credibilità avrà il nostro voto.

Quel polo che più rispetterà la dimensione etico-morale della famiglia nella sua costituzionalità e prima ancora nel suo fondamento di morale naturale avrà il nostro voto. La Chiesa da sempre a servizio della famiglia aveva già nella Familiaris Consortio manifestato le luci e le ombre della famiglia italiana:"..Da una parte, infatti, vi è una coscienza più viva della libertà personale, e una maggiore attenzione alla qualità delle relazioni interpersonali nel matrimonio, alla promozione della dignità della donna, alla procreazione responsabile, alla educazione dei figli; vi è inoltre la coscienza della necessità che si sviluppino relazioni tra le famiglie per un reciproco aiuto spirituale e materiale, la riscoperta della missione ecclesiale propria della famiglia e della sua responsabilità per la costruzione di una società più giusta. Dall'altra parte, tuttavia non mancano segni di preoccupante degradazione di alcuni valori fondamentali: una errata concezione teorica e pratica dell'indipendenza dei coniugi fra di loro; le gravi ambiguità circa il rapporto di autorità fra genitori e figli; le difficoltà concrete, che la famiglia spesso sperimenta nella trasmissione dei valori; il numero crescente dei divorzi; la piaga dell'aborto; il ricorso sempre più frequente alla sterilizzazione; l'instaurarsi di una vera e propria mentalità contraccettiva." FC. I, 6).

Recentemente, Mons. Betori ha aggiunto. "Nella situazione attuale speciale attenzione va data nelle scelte degli elettori e poi nell’esercizio delle loro responsabilità da parte dei futuri parlamentari, a non introdurre normative che non rispondono ad effettive esigenze sociali e, invece, compromettono gravemente il valore e le funzioni della famiglia legittima fondata sul matrimonio e il rispetto che si deve alla vita umana dal concepimento al suo termine naturale" (CEI Consiglio permanente 2006)

 

L'insidia etica alla famiglia

Gli aspetti etici riguardanti la famiglia sono insidiati dai "grilli" dei Grillini riguardante i pacs, su cui già ci siamo pronunciati, e che minano gravemente le priorità etiche della famiglia a livello sociale e che forniscono un ritorno indietro culturale e morale su questo bene prioritario dello stato.

La storia infatti non sempre va avanti perché essa si muove in un orizzonte di libero arbitrio, ma, con le picconate delle idee distorte, che diventano poi ideologie, si crea un consenso tollerato verso ciò che danneggia la società stessa.

E' proprio delle fondamenta del relativismo fare di ciò che passa per legge un fatto buono e costruttivo, così è stato per l'aborto, per il divorzio e ora si tenta di farlo con i pacs.

Queste leggi sono scappatoie sociali e degrado di una cultura civica aperta alla vita, la quale cultura, nella sua fantasia creativa,

trova sempre, se vuole, una strada migliore per aiutare e sostenere la vita (dal suo nascere al suo tramontare) e promuovere la famiglia; così come trova sempre forme efficaci per proteggere il diritto dei singoli senza strutturare patti di solidarietà dannosi alle fondamenta della società stessa.

Certamente la "Rosa nel pugno" inquina quella parte della sinistra più attenta alla morale naturale dello schieramento del centro-sinistra.. non è una novità. Il narcisismo di Pannella e compagni è pari solo alla loro deformazione etica, pedagogica e politica.

Noi cattolici, fedeli a Cristo e alla Sua Chiesa, non possiamo non tenerne conto quando andremo a votare.

 

L'insidia economica alla famiglia

Altro aspetto da salvaguardare della famiglia è la sua dimensione social-economica.

Papa Giovanni Paolo II nella Centesimus Annus, nel centenario della "Rerum Novarum", spiegando il rapporto stato e famiglia diceva: "Se Leone XIII si appella allo Stato per rimediare secondo giustizia alla condizione dei poveri, lo fa anche perché riconosce opportunamente che lo Stato ha il compito di sovraintendere al bene comune e di curare che ogni settore della vita sociale, non escluso quello economico, contribuisca a promuoverlo, pur nel rispetto della giusta autonomia di ciascuno di essi. Ciò, però, non deve far pensare che per Papa Leone ogni soluzione della questione sociale debba venire dallo Stato. Al contrario, egli insiste più volte sui necessari limiti dell'intervento dello Stato e sul suo carattere strumentale, giacché l'individuo, la famiglia e la società gli sono anteriori ed esso esiste per tutelare i diritti dell'uno e delle altre, e non già per soffocarli."

 

Come lo stato attualmente soffoca i diritti della famiglia?

Innanzitutto con una politica economica fiscale inadeguata.

Non parliamo soltanto delle tasse dirette ma soprattutto di quelle indirette. Se le tasse, che in linea di principio sono un effetto civico dell'auto- mantenimento che la comunità si da per eventuali spese, mantenimento, investimenti e quant'altro non si capisce perché la politica di vigilanza fiscale non è affiancata da una politica di vigilanza familiare.

Sembra che una famiglia in difficoltà sia bloccata da burocrazia e da lungaggini inutili e dannose e nello stesso tempo venga scoraggiata nel richiedere aiuto.

Aiuto che dovrebbe essere un diritto in una società civile.

Dunque più controlli dallo stato per aiutare le famiglie con un reddito medio-basso; una ad una.

In sostanza se è bene pagare le tasse, e lo è - eccetto alcune come, per esempio, l'iniquità dell'Ici sulla prima casa e il bollo auto - ,

perché non ci si preoccupa adeguatamente che ogni famiglia, con controlli a tappeto, sia in condizioni di aver il minimum necessario di lavoro e di casa e che non sia mangiata viva dalle tasse indirette?

Fornire incentivi o abbassamento delle tasse non è sufficiente se la famiglia viene spolpata dalle tasse indirette di luce, gas, telefono, benzina, bolli auto, assicurazioni, ecc.

Qui non è colpa della destra o della sinistra, qui dobbiamo fare un'analisi lucida se il sistema economico che abbiamo scelto funziona oppure fa acqua da tutte le parti. Non si capisce perché i soldi pubblici delle tasse debbano sovvenzionare sprechi edilizi come quelli denunciati da "Striscia la notizia" oppure i maxi-stipendi dei parlamentari; qui c'è qualcosa che non funziona.

Se il sistema delle tasse, giusto in linea di principio, non è affiancato da una corretta politica fiscale sulle tasse indirette, significa che il sistema che abbiamo scelto ci sta rubando e danneggiando.

I controlli sono quanto mai necessari per la trasparenza e un sostegno adeguato alle famiglie.

Se, per esempio, una famiglia composta da un nucleo familiare di due figli non ha un aiuto costante e proporzionale per ogni figlio, il sistema non funziona.

Se la stessa famiglia non raggiunge il tetto tassabile di stipendio annuo ed è costretta a mandare i propri figli all'asilo privato (per potere lavorare) perché quello pubblico è strapieno e collassato, il sistema non funziona.

Se un'anziana signora con malattia certificata e necessitante l'accompagno, oltre la pensione minima, deve andare a "Mi manda Rai tre " per far valere i propri diritti qui c'è qualcosa che non funziona.

C'è un sistema iniquo strutturato.

L'aggressione a questo sistema dovrebbe essere la prima preoccupazione del polo che vuole ricevere il voto, altrimenti i rappresentanti del governo sono i primi che uccidono, nei fatti e con politiche inadeguate, la famiglia; svolgono in sostanza una grave e penale omissione di soccorso e prima ancora stanno tradendo sia la loro "vocazione" che "rubando" aria a chi ne ha bisogno.

E questi sono solo alcuni dei molti esempi di ingiustizia civica che vive la famiglia.

E i nostri rappresentanti giocano ancora alla "par condicio"?

Perchè si distraggono?

 

 

Per questo preghiamo per i politici, al di la di ogni schieramento, perché abbiano la luce per svolgere al meglio e con politiche adeguate la loro missione e, déstino, la loro coscienza civica.

Non occorre certo l'ironia di Beppe Grillo per comprendere che il "genio del male" (di cui abbiamo trattato precedentemente), che in tal caso si ripercuote civicamente, svolge una castrazione nel promuovere il genio del bene pubblico e privato della famiglia e non cerca forme nuove nel promuovere il bene, con alternative che non confermano lo strapotere del sistema economico sbilanciato delle tasse indirette e che continua a mantenersi nel promuovere il falso.

Un sistema capitalistico che promuove l'effimero per far dimenticare le priorità essenziali e la dignità della famiglia.

Chi può capire capisca.

Per questo esortiamo gli uomini di buona volontà nel pregare per i politici, soprattutto in momenti di campagna elettorale.

 


 

Memento:

- Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie. Noi, invece, abbiamo un'altra misura: il Figlio di Dio, il vero uomo. É Lui la misura del vero umanesimo. "Adulta" non é una fede che segue le onde della moda e l'ultima novità; adulta e matura é una fede profondamente radicata nell'amicizia con Cristo -
(Joseph Ratzinger, Omelia alla messa

"Pro eligendo Romano Pontifice", Roma, 18 aprile 2005)

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 03 Marzo 2008 16:04 )