 Francesco Rutelli
Noi di Adotta un politico, guardiamo con attenzione a tutti coloro che, dopo un cammino sofferto e per via non convenzionali, si avvicinano alla fede. Sappiamo che per Dio "Non c'è più giudeo né greco; non c'è più schiavo né libero; non c'è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù." (Gal, 3,28ss) Per questo ci chiama, tutti e ciascuno, a partecipare all'edificazione del Suo Regno nel carisma che ci è proprio. Proponiamo questo mese, nella preghiera a sostegno e conversione del fratello Francesco Rutelli, la meditazione al cap 5 della lettera ai Galati: [13]Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri. [14]Tutta la legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: amerai il prossimo tuo come te stesso. [15]Ma se vi mordete e divorate a vicenda, guardate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri! [16]Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne; [17]la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste. [18]Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete più sotto la legge. [19]Del resto le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio, [20]idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, [21]invidie, ubriachezze, orge e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come gia ho detto, che chi le compie non erediterà il regno di Dio. [22]Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; [23]contro queste cose non c'è legge. [24]Ora quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la loro carne con le sue passioni e i suoi desideri. [25]Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito. [26]Non cerchiamo la vanagloria, provocandoci e invidiandoci gli uni gli altri.

Il dogmatismo laicista I recenti episodi di Torino dove, nella Chiesa del Carmine, un gruppo di no global ha lanciato un petardo e dove lo stesso gruppo, in aperto e ostentato disprezzo della religione cattolica, dopo aver insultato Papa Benedetto XVI con una scritta offensiva sul muro della Chiesa, ha urinato sui muri dell’edificio sacro davanti agli occhi dei numerosi fedeli usciti dalla Chiesa dopo lo scoppio, devono portare alla nostra attenzione il clima di aperta intolleranza, spesso sollecitato da interventi di evidente ostilità da parte di volti noti della cultura e della politica italiana, che sta montando intorno alla religione cattolica. Oltre alla generale minimizzazione dell’episodio citato (cosa sarebbe accaduto al contrario se gruppi di estrema destra avessero fatto questo in una Sinagoga o in una Moschea?), tante sono le iniziative, anche a nome di firme “prestigiose” del mondo dell’ “illuminismo” italiano, volte a screditare e ad offendere la Chiesa cattolica. Parecchie di queste sono promosse dall’ UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti – www.uaar.it) che non solo si premurano di rivendicare la loro – legittima per carità! – lontananza da ogni credo religioso, ma che particolare accanimento mostrano nello stigmatizzare, condannare, “scomunicare”, da perfetti esponenti del “dogmatismo” laicista, ogni azione o iniziativa che porti la firma del mondo cattolico. Un’iniziativa particolarmente seguita dall’Associazione è quella dello “sbattezzo” dove si invitano i battezzati cattolici che tali più non si sentono a far annotare la propria volontà di non appartenenza alla Chiesa cattolica sui registri della Parrocchia dove si è stati battezzati. Le iniziative, i libri recensiti (come le contro biografie su P.Pio e su Madre Teresa) sono rigorosamente anti- cattolici, al di là di una più generale affermazione di ateismo che, se proprio ritenesse utile farlo, dovrebbe coerentemente prendere di mira ogni tipo di credo religioso. Ma se tale movimento in Italia conta circa 1000 iscritti e rischia di farci solo sorridere, la stessa cosa non si può dire quando a prendere parola contro la presunta egemonia clericale d’oltre tevere sono i radicali o i socialisti Craxi e Boselli che a gran voce, in nome di una laicità dello stato rivendicata perché ritenuta inesistente, reclamano il “superamento” (leggi “abolizione”) del concordato tra Stato italiano e Chiesa cattolica. Le parole utilizzate sembrano le più nobili. Non si parla in fondo di altro che di riportare la fede cattolica nel suo ambito più opportuno – la coscienza del singolo – e lasciare che lo Stato, sulle questioni etiche, se la cavi da solo. Ma che significa in pratica? Significa impedire a un credente di dire la sua quando questo implichi la possibilità del condizionamento sociale non tenendo conto che tale atteggiamento è contro la logica stessa del Vangelo per il quale i cristiani devono essere il sale della terra e la luce del mondo. Ma se ciò diventasse prassi, secondo quali criteri qualcun altro avrebbe allora il diritto di dire la sua su qualsiasi argomento morale o sociale? Sarebbe il trionfo del relativismo che poi altro non sarebbe che il trionfo dell’assolutismo scentista e transumanista. All’appello radical-socialista per fortuna sembra che in pochi abbiano aderito. Escludendo Bertinotti e qualche altro nostalgico dei fasti giacobini di qualche secolo fa, Prodi ha affermato che nel programma dell’Unione tale questione non è e non sarà all’ordine del giorno. La Margherita e i DS hanno levato gli scudi contro la proposta radicale. Insomma un vero fiasco, almeno per ora così appare. Ma poi, quando il cardinal Ruini o chi per lui riprenderà a dire la sua sulle questioni etiche che i programmi elettorali si premureranno di portare alla luce, che succederà? Ricominceranno i distinguo e le abili manovre politico-elettorali per tirarsi dietro il mondo cattolico e, allo stesso tempo, i radical-chic fieri oppositori del cattolicesimo e strenui difensori del laicismo ad ogni costo? Di fronte a tale prospettiva questo mese chiediamo di pregare per l’Onorevole Francesco Rutelli che in questi ultimi tempi, più di altri, ha mostrato di seguire un filo rosso di coerenza con quella che appare da tempo ormai essere un adesione convinta alle logiche del Vangelo. L’On. Rutelli ha avuto nella sua vita un percorso etico e politico variegato che lo ha portato dalle posizioni giovanili e radicali della battaglia per il divorzio e per l’aborto alla chiara presa di posizione di alcuni mesi fa contro il referendum sulla procreazione assistita. Non è nostra intenzione dubitare di quello che è un cammino personale sul quale peraltro nessuno ha il diritto di indagare. Cogliamo piuttosto, con la fiducia che ci viene dalla Parola di Cristo per la quale lo Spirito soffia come e dove vuole, un segno di speranza per un processo di equilibrio all’interno dei gruppi politici del centro-sinistra, dove prevalga, ben oltre la logica del “contro ad ogni costo”, il rispetto degli interessi dei cittadini del nostro paese e dei diritti inalienabili di ciascuno. Preghiamo perché quella coerenza – così ci appare – che ha portato l’On. Rutelli a posizioni coraggiose e contro tendenza sia d’esempio in questo delicato periodo di campagna elettorale per gli uomini politici che spesso si fanno condizionare solo da opportunismi e calcoli elettorali. Paolo Aragona www.paoloaragona.com
Memento: - Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie. Noi, invece, abbiamo un'altra misura: il Figlio di Dio, il vero uomo. É Lui la misura del vero umanesimo. "Adulta" non é una fede che segue le onde della moda e l'ultima novità; adulta e matura é una fede profondamente radicata nell'amicizia con Cristo - (Joseph Ratzinger, Omelia alla messa "Pro eligendo Romano Pontifice", Roma, 18 aprile 2005) |