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L'onorevole Gianfranco Fini PDF Stampa E-mail
Scritto da Paul Freeman   
Giovedì 01 Settembre 2005 00:00

                                                                        Gianfranco Fini

La cosa più difficile è quella di ascoltare.

Noi siamo così frenetici che la sola idea di ascoltare ci mette angoscia. (qui)
 

Proponiamo per la preghiera di questo mese a sostegno dell'onorevole Fini la meditazione di Esodo 19-24.

Concentrando la nostra attenzione soprattutto sul primo comandamento: "Ascolta Isreale!" (Dt. 5, 1)

 

Ascoltare Dio significa ascoltare il "reale" e vivere a piene mani la storia, la vita sociale e la vita politica con il cuore aperto al trascendente e spingendo la realtà verso la sua intima e autentica risposta: Cristo.




Né croce , né compasso

 

Né croce né compasso

Nelle critiche mosse all'onorevole Fini c'è stata, in questi ultimi tempi, quella di avere abbandonato la "croce" per il "compasso".

In sostanza quella di avere abbandonato un cristianesimo di base per una morale massonica.

Non sappiamo chi ha inventato questa definizione relativa all'onorevole Fini nel periodo Referendario e post Referendario ma non ci sembra azzeccata.

Se veramente si è fatta un'esperienza autentica della Croce di Cristo e di Chiesa non si può abbandonarla per un sottoprodotto di così scarsa lega come una morale teistica massonica.

In sostanza ciò vuol dire che non si è veramente fatto un incontro vivo e vivificante con Cristo e che nessuna esperienza di Chiesa ci ha segnato radicalmente l'esistenza.

Pertanto a noi le varie esperienze di passata cattolicità dei vari Umberto Eco, Antonio Tombolini e degli atei  affaccendati nello sbattezzo ci fanno più che altro sorridere. Costoro non solo non sono mai stati cattolici ma neanche cristiani nonostante abbiano ricoperto, talvolta, incarichi ecclesiali laici di un certo rilievo.

Le zone oscure della vita psico-affettiva non erano state toccate né da Cristo né da una forte esperienza di Chiesa. Questo non vuol dire che chi di noi ha la gioia di vivere la fede in Gesù si senta a posto... anzi... la fede è un dono che va coltivato ogni istante.

Ma come essa cresce e si moltiplica in un cuore che si sforza con tutto se stesso di ascoltare così essa si spegne pian piano in un cuore che opportunisticamente non si è mai realmente aperto a Cristo.

Giuda di Keriot ha lasciato sempre una porta del suo cuore chiusa alla grazia ed egli fu "relativista" fin dal principio.

Così l'onorevole Fini, se è onesto con se stesso, si chieda piuttosto se la Croce c'è mai stata nella sua vita e nella sua vita di coppia. E, se c'è stata, quanto l'ha coltivata.

Ovvio non deve rispondere a noi ma una risposta deve darsela. Ne va della vita che è ben più importante di ogni poltrona politica.

E queste non sono risposte facili perché toccano i vertici dell'autenticità di sé e devono smantellare tutte le maschere, le proiezioni, le strutture e le vanità di ciò che abbiamo nel cuore e che sono l'unica vera battaglia e l'unico pesante fardello che ci portiamo dietro.

Si arriva ad un punto, infatti, nel proprio cammino cristiano in cui si affrontano tenebre che nemmeno l'ateismo più oscuro e drammatico può vivere, così come insegnano i mistici di ogni tempo.

 

 

Il relativismo politico

Certo che davanti a posizioni così un politico mette in discussione fortemente tutti i fondamenta della sua carriera politica.

Non è infatti in discussione una prassi invece che un'altra nell'affrontare una problematica.

Con il referendum era in gioco il fondamento laico e liberale e razionale del rispetto della vita umana.

Non aver compreso questo vuol dire smantellare tutte le fondamenta razionali e pre-evangeliche del rispetto della vita.

Fini ha risposto alle provocazioni dicendo che Alleanza Nazionale non è un partito confessionale; e questo a noi può starci anche bene, ma purtroppo così si è dimostrato che non è neanche un partito umano per l'uomo e a favore dell'uomo.

Ci spiace ma l'onorevole Fini si è incartato e con lui tutti coloro che, uomini e donne, lo hanno seguito non solo nella logica del "si" al referendum ma anche nella logica del voto ad ogni costo per un "presunto rispetto costituzionale".

Infatti come il sabato è per l'uomo e non viceversa, la costituzione è per l'uomo e non viceversa.

Pertanto il rispetto formale della costituzione e l'innamoramento verso la "questione del voto", quando non ne rispetta i fondamenta essenziali la degrada a mero formalismo e dimostra che coloro che ne rispettano la forma e uccidono l'uomo non sanno uscire fuori dagli schemi che essi stessi si sono costruiti.

La Chiesa, con la proposta al non-voto, in questa situazione non ha fatto altro che ribadire il rispetto sostanziale dell'uomo che sta alla base della costituzione stessa.. non ha fatto altro che proporre una soluzione profetica perché l'uomo esca da se stesso e possa vivere!

Ci spiace che questo non l'abbiano capito né Scalfaro, né la Bindi, né Prodi, né il presidente Ciampi...

coloro che, cattolici, hanno ribadito e sostenuto il voto in questa situazione si sono affossati in una incapacità di uscire fuori dagli schemi per far vivere gli schemi stessi. Uscire dagli schemi è talvolta necessario come in tutte quelle vere e radicali "rivoluzioni" che si operano per l'uomo all'insegna della non violenza e all'insegna della ragione per la vita, che è già, consapevolmente o inconsapevolmente, un pre evangelo.

Senza dimenticare che né Scalfaro, né la Bindi, né Prodi hanno manifestano un senso di ecumene che dovrebbe essere tipico in coloro che sono e vivono la Chiesa di Cristo.

Ma d'altronde spesso questa è la cartina tornasole della propria fede:

quale senso di Chiesa, quale ecclesiologia c'è alla base del mio proclamare Gesù Signore della mia vita?

Oppure ci sono "zone" della mia vita che non vengono toccate dalla fede?

Chiudere queste zone di sé alla grazia vuol dire non solo smarrirsi ma perdere autorevolezza politica.

Cosa che di fatto è avvenuto per gli amici che abbiamo citato in questa piccola riflessione.

 

 

 

Memento:

- Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie. Noi, invece, abbiamo un'altra misura: il Figlio di Dio, il vero uomo. É Lui la misura del vero umanesimo. "Adulta" non é una fede che segue le onde della moda e l'ultima novità; adulta e matura é una fede profondamente radicata nell'amicizia con Cristo -
(Joseph Ratzinger, Omelia alla messa

"Pro eligendo Romano Pontifice", Roma, 18 aprile 2005)


 Paul Freeman
www.zammerumaskil.com

Ultimo aggiornamento ( Domenica 24 Febbraio 2008 17:36 )