 Marco Follini
Invochiamo lo Spirito Santo per l'onorevole Follini e anche per tutti quei politici dell'area moderata, di entrambi gli schieramenti che vogliono servire il popolo e la comunità civile andando al di la dei propri interessi, delle proprie paure e dei propri luoghi comuni ma, anche, ovviamente, per tutti coloro che sono paralizzati dal limite e non riescono a cogliere gli stimoli profetici che il popolo e la storia sta dando alla classe politica. Invitiamo alla preghiera proponendo questo passo di San Paolo nella prima Lettera ai Corinti cap 3: "[1]Io, fratelli, sinora non ho potuto parlare a voi come a uomini spirituali, ma come ad esseri carnali, come a neonati in Cristo. [2]Vi ho dato da bere latte, non un nutrimento solido, perché non ne eravate capaci. E neanche ora lo siete; [3]perché siete ancora carnali: dal momento che c'è tra voi invidia e discordia, non siete forse carnali e non vi comportate in maniera tutta umana? [4]Quando uno dice: «Io sono di Paolo», e un altro: «Io sono di Apollo», non vi dimostrate semplicemente uomini? [5]Ma che cosa è mai Apollo? Cosa è Paolo? Ministri attraverso i quali siete venuti alla fede e ciascuno secondo che il Signore gli ha concesso. [6]Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma è Dio che ha fatto crescere. [7]Ora né chi pianta, né chi irrìga è qualche cosa, ma Dio che fa crescere. [8]Non c'è differenza tra chi pianta e chi irrìga, ma ciascuno riceverà la sua mercede secondo il proprio lavoro. [9]Siamo infatti collaboratori di Dio, e voi siete il campo di Dio, l'edificio di Dio. [10]Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un sapiente architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento come costruisce. [11]Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che gia vi si trova, che è Gesù Cristo. [12]E se, sopra questo fondamento, si costruisce con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, paglia, [13]l'opera di ciascuno sarà ben visibile: la farà conoscere quel giorno che si manifesterà col fuoco, e il fuoco proverà la qualità dell'opera di ciascuno. [14]Se l'opera che uno costruì sul fondamento resisterà, costui ne riceverà una ricompensa; [15]ma se l'opera finirà bruciata, sarà punito: tuttavia egli si salverà, però come attraverso il fuoco. [16]Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? [17]Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi. [18]Nessuno si illuda. Se qualcuno tra voi si crede un sapiente in questo mondo, si faccia stolto per diventare sapiente; [19]perché la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio. Sta scritto infatti: Egli prende i sapienti per mezzo della loro astuzia. [20]E ancora: Il Signore sa che i disegni dei sapienti sono vani. [21]Quindi nessuno ponga la sua gloria negli uomini, perché tutto è vostro: [22]Paolo, Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte, il presente, il futuro: tutto è vostro! [23]Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio."

Politica a servizio del popolo, politica profetica In questo delicato mese di settembre , che precede di poco le primarie nel centro-sinistra e l’ufficiale avvio della campagna elettorale per le prossime politiche, è interessante e, speriamo, proficuo, dedicare le nostre riflessioni all’On. Marco Follini che rappresenta più di altri, con le sue dichiarazioni e proposte politiche, la possibilità di ripensare al panorama politico italiano impostato su tre poli piuttosto che due. Da dove, secondo noi, quest’idea? Sicuramente tutte le osservazioni di politologi ed esperti convergono su un dato: il bipolarismo all’italiana stenta a dare al paese una maggiore serenità e governabilità. Perché allora non ripensare di dare ai moderati, che nel paese sono maggioranza, un connotazione più centrista? Senza dubbio l’On Follini più volte ha rivendicato, in tal senso, un maggior peso nella coalizione di centro-destra, certo di rappresentare più e meglio di altri l’anima moderata del paese. Sia all’interno della maggioranza che nell’opposizione tali ipotesi sono state bollate come un tentativo di tornare al vecchio sistema in cui il centro, attraverso la DC , dava un colpo al cerchio e uno alla botte garantendo governabilità o demolendo governi ai ritmi di almeno due ogni 5 anni. Probabilmente la questione è più sfumata e non si può pensare di bocciare o avallare ipotesi rimanendo rigidi nei propri schemi. Quello che i fatti ci fanno vedere, comunque, dalle consultazioni locali degli ultimi due anni in poi, è che una gran parte dei politici nostrani più che alla ricerca di una soluzione che garantisca stabilità al paese, cercano solo il modo più rapido possibile di traghettare coscienze e tessere di partito da un blocco all’altro per continuare a godere di privilegi e poltrone senza rischiare di rimanere a bocca asciutta. Nomi ed esempi ce ne sono in abbondanza nell’ultimo decennio e sinteticamente, per quanto riguarda quest’ultimo scorcio di tempo, ne fa una sintesi Gian Antonio Stella nel suo articolo sul Corriere della Sera del 2 settembre scorso. Quello che ci sconcerta è che tutto questo accade a ogni cambio di gestione, senza pudore, senza alcuna remora morale, da una parte e dall’altra. Dove è finito il re filosofo che Platone vagheggiava qualche migliaio di anni fa? Che tempi! Tempi nei quali la politica la facevano i filosofi, uomini amanti dell’educazione dei giovani e del bene comune: due ambiti che oggi nessuno ritiene di dover più curare. All’educazione dei giovani è stata delegata la TV, al bene comune l’interesse privato. Arriverà prima o poi un re filosofo in grado di recuperare quei valori così cari ai filosofi greci? Il re filosofo, allora, sarebbe un uomo di specchiata virtù, di grande rigore morale e di infinito coraggio che dovrebbe, al di là dei tentennamenti di politici, di giudici conniventi e non, di banche complici e paurose (che rubano ai poveri per dare a ricchi per di più incapaci), prendersi le sue responsabilità per estirpare definitivamente e totalmente una (o due) generazioni di politici avidi e ipocriti, di banchieri ladri e infetti, di educatori diseducati e diseducanti, per rifondare una società di valori come la solidarietà, il bene comune, le idee innate (diritti fondamentali). Tornare, insomma, ai greci, ai romani, al cristianesimo di Gesù che scoprirono il valore della persona e ne fecero il fondamento di un pensiero tutt’oggi innovatore. Quel re filosofo, incarnato in un nuovo sentire collettivo, Platone non l’ha tuttavia trovato… La questione che rimane, alla fine della riflessione, ha un duplice e sconfortante sbocco. Nella migliore delle ipotesi molti dei nostri politici hanno la presunzione di ritenere se stessi o le proprie idee indispensabili e insostituibili. Nella peggiore, la seconda, l’idea che il governo di un paese sia un servizio all’uomo è totalmente rimossa da ogni progetto o programma politico. La nostra preghiera si rivolge dunque allo Spirito Santo che, solo, può illuminare le anime per portare almeno qualcuno dei nostri politici al senso del pudore e alla crisi di coscienza, ultima chance per una classe di persone che ha preso molto e non si preoccupa affatto di restituire. Paolo Aragona www.paoloaragona.com Memento: - Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie. Noi, invece, abbiamo un'altra misura: il Figlio di Dio, il vero uomo. É Lui la misura del vero umanesimo. "Adulta" non é una fede che segue le onde della moda e l'ultima novità; adulta e matura é una fede profondamente radicata nell'amicizia con Cristo - (Joseph Ratzinger, Omelia alla messa "Pro eligendo Romano Pontifice", Roma, 18 aprile 2005) vd anche "Benedetto XVI" su Zammerù Maskil |