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L'onorevole Nicky Vendola PDF Stampa E-mail
Scritto da Paul Freeman   
Lunedì 01 Agosto 2005 00:00

                                                        Nicky Vendola

Pregare per il pres. Nicky Vendola è per noi uno stimolo prezioso e affettuoso per affidare al Signore e Padre tutte le sorelle e i fratelli omosessuali, le loro inquietudini, le loro difficoltà, la loro realtà personale e sociale.

La bellezza dei loro doni e la fecondità della loro vita in Cristo e come figli della Chiesa.

 

Proponiamo per la meditazione giornaliera di questo mese il seguente passo biblico:

Rm 12, [1]Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale. [2]Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.

E anche le seguenti riflessioni qui & qui




Come se Dio non ci fosse

 

etsi Deus non daretur

Neanche Kant poteva immaginare l'esito attuale della sua sistematizzazione del pensiero.

In principio nata, secondo lo sforzo del filosofo, per facilitare una razionale ed oggettiva condotta morale, è capitolata in un relativismo morale in quella che viene definita modernità.

Tuttavia le basi di questa confusione c'erano tutte.

Innanzitutto a partire dalla concezione religiosa di Kant lontana da un'esperienza di fede totalizzante e serena, ed invece fondata su un moralismo protestantico che non poteva che portare ad una divisione inevitabile tra coscienza e vissuto. In secondo luogo perché le sue conclusioni sono l'epilogo degli errori e delle confusioni filosofiche ed epistemologiche di Cartesio.

Da Cartesio in poi, smarrito il senso vero dell'essere, si cerca non tanto di scoprire ragionevolmente l'ontologia ma di fondarla sulla sistematizzazione di un pensiero umano.. da qui tutta una serie di errori in filosofia ed in morale.

L'imperativo morale kantiano che mette Dio per così dire "fuori dalla porta" voleva cautelare dalle invadenze della religiosità nella ragione e nell'etica pratica ma, evidentemente, anche Kant non ha mai fatto un'esperienza di fede nella persona di Cristo ma pare un'esperienza di catechismo, magari anche puritano. Ed è coerente che tale visione religiosa e antropologica errata rimanesse nel privato..

così come si vorrebbe oggi.

Ma il problema è a monte: poteva Kant dirsi Cristiano?

Nasce così un serpente che si morde la coda, una morale senza Dio (magari tenuto nell'orizzonte ragionevole) e senza fondamento. Rimane, in definitiva, una morale senza uomo e il dovere morale una farsa nichilista che alimenta il totalitarismo di chi decide la morale dei consumi e pilota la ragione, la quale non ragiona più, ma l'unica ragione e verità è quella delle emozioni.

Giustamente Papa Benedetto XVI rilancia invece il motivo Pascaliano del "veluti si Deus daretur", come se Dio ci fosse che, lungi dall'essere un'invadenza della Chiesa nel mondo della modernità, vuole essere il ricondurre la ragione a ragionare nell'orizzonte di una morale del "logos" e che accomuni tutti, anche i non credenti nei fondamenti naturali e oggettivi dell'etica evidente deposta nel cuore profondo di ogni uomo. Un'etica che superi le ideologie e le difese psico-sociologiche nel rispetto dell'uomo stesso e della sua libertà.

 

Da cosa nasce il relativismo?

Tante sono le componenti che si intrecciano in questo "progetto" di comodo della ragione.

Sicuramente c'è una forma di accidia e di pigrizia che l'uomo vive verso il trascendente come superamento di sé nel rispetto di sé stesso e dell'altro.

Sicuramente c'è anche una totale mancanza di temperanza e di dominio di sé alla luce dei valori della ragione e della "natura" (come realtà preternaturali e condizioni previe del Vangelo); mancanza di temperanza che porta all'obnubilamento della ragione...

infatti, paradossalmente la ragione non illuminata  e non rispettosa del prezioso senso del limite diventa irragionevole e limitatissima e non ragiona più.

La ragione svincolata dall'attinenza alla sua natura e al reale diventa impazzita e partorisce dei mostri.

Non basta più essersi liberati dell'odiosa "religione". Infatti il bisogno di risposte profonde insite nell'uomo scavalca la ragionevolezza organizzandosi in un principio aggregativo che fa sorgere correnti di pensiero nichilista, ateista (si badi bene non ateo), anticlericale in cui alcuni si riconoscono "bacchettonamente" e che sono vero oppio dei popoli e della libertà civile, con buona pace dell'utopia marxista.

In fin dei conti queste correnti sottolineano il trionfo della vanità cioè di ciò che è vano ed inutile alla faccia di Sartori che cita, erroneamente, l'Ecclesiaste.

Queste correnti hanno generato e generano dei sottoprodotti.

Da un parte lo psicologismo freudiano che ha fissato l'attenzione sulle proiezioni del proprio pre-vissuto ebraico con un ateismo squisitamente dogmatico facendo della psicologia non una scienza a servizio dell'uomo ma una nuova religione su cui fondare la propria esistenza.

Certo Freud è stato ridimensionato, criticato, corretto.. ma lo strascico scientisco della psicologia è rimasto ancora.

Da altra parte, sempre per ricerca di un "centro di gravità permanente" nasce la "scienza" che scienza non è in quanto non vede l'esperito e lo narra ma lo decide in base ad una etica preveniente che non compete alla scienza stessa.

Il mondo scientifico è pieno di teologi ed eticisti dell'ultima ora come Veronesi che travalicano il proprio lavoro e il proprio servizio all'uomo con conclusioni molto al di la dell'eugenetica e che viaggiano in una violenza di episteme dogmatica.

Dall'altra parte queste direzioni assolute nichiliste, meccanicistiche e scientiste producono per reazione altre direzioni assolute come le correnti spirituali new age, scientology, i puritani animalisti e vegeteriani.

Ed ancora in ambito politico produce l'assoluto talebano dei radicali, veri clericali dell'ultima ora, che con i loro anatemi e scomuniche vogliono ridimensionare lo stato etico in una sorta di neo-risorgimento più dogmatico dei garibaldini.

Se non fossero così pesanti sarebbero talvolta quasi comici nelle loro esagerazioni neo-liberiste.

In tutte queste correnti c'è una risposta al bisogno fondante che l'uomo porta nel cuore alle domande riguardanti la verità di sé, per cui se non fossero cieche ed ottuse sarebbero (e talvolta lo sono) una richiesta di aiuto.

Già... nel fondo di queste correnti disumanizzanti e dogmatiche si cela un grido verso Dio, ma talmente assordante che rimane sordo alle parole che Dio dona costantemente nel cammino storico di ogni uomo e di ogni collettività.

 

Il clericalismo dei promotori del referendum

Fa sorridere come Scalfari provi a parlare di clericalismo all'indomani del risultato referendario dimenticando che il suo, di dogmatismo, ne rimane tra i migliori. Ci hanno provato le nuove bibbie mass-mediali a convincere il popolo italiano di votare "si"... risultato?

Meno del 23 % ha votato "si" ai quattro quesiti.

Caro Scalfari il clericalismo dei maggiori quotidiani italiani non paga.

Forse dietro quella vecchietta che non capiva bene i quesiti referendari ma agiva d'istinto nella conservazione della vita c'era una sapienza più grande degli editori di questi "grandi" quotidiani.

Forse, anzi sicuramente, dietro quella vecchietta c'era un senso liberale che a lei e ai promotori del referendum è sfuggito; si chiama: buon senso!

Non solo ma a tutti i detrattori del risultato referendario è sfuggita anche la buona educazione e il rispetto cercando di non leggere la realtà dei fatti e cercando di far passare gli italiani come caproni e pigri.

Solo chi non è perbene, per usare un suo termine, potrebbe diffamare il pensiero e il buon senso degli italiani.

Non si preoccupi per le guardie svizzere... queste paure strumentali non solo dimostrano che i promotori del referendum non hanno capito e non vogliono capire la questione laica del rispetto della vita, dell'uomo e della donna che si è combattuta ma dimostrano di avere una visione da incubo e demagogica della realtà.

Provino a mangiare leggero la sera... forse passerà tutto.

Così capiranno che la laicità è stata difesa proprio da chi ha vissuto l'astensione con partecipazione e passione e da coloro che, anche solo intuitivamente, hanno aderito alla nostra proposta.

Con buona pace anche del presidente Scalfaro e dell'onorevole Bindi.

 

Il vantaggio del dogmatismo relativistico

Tra tutte queste correnti dogmatiche scientiste, psicologiste, politichesi, giornalistiche chi vi trova vantaggio?

Non è un segreto che la massoneria ha un bisogno programmatico di conquistare tutti i luoghi di potere del paese. La P2 ne fu solo un esempio pubblico ed è stato detto quello che si voleva si sapesse.

Sembra che, con la maschera del pluralismo, le fila massoniche promuovano in realtà un relativismo programmatico che rimane indispensabile per guidare ogni sorta di paese con persone chiave nei punti fondamentali del mondo politico e giornalistico.

La tecnica non è nuova ma prende spunto da vecchie forme di religiosità e di marketing.

Sotto l'apparenza del pluralismo si cerca di dare apparenza di libertà alle persone cosicché siano poi uniformate ad un pensiero unico, consumista e  nichilista e quindi totalmente governabili.

Demonizzare la Chiesa Cattolica è uno di questi punti.

I radicali in questo devono stare attenti perché assumendo una connotazione squisitamente clericale e talebana rimarranno ostici alla massoneria che non ama gli eccessi per interessi di guida sotterranea del paese. Non è nuova la tattica dell'inquisitore sotterraneo che appare benefattore dell'umanità nutrendo i capricci e non le aspirazioni profonde dell'uomo.

Nutrendo i capricci, i desideri di "pelle" e le ambizioni di potere si assordiscono infatti quelle richieste vere e profonde di assoluto e di Cristo che sono nel cuore di ogni uomo.

I massoni amano l'unica invasione di campo possibile: quella loro.. la religione della governabilità.

Proprio per questo, al di la delle false buone intenzioni, la massoneria è incompatibile con il cristianesimo e con il cattolicesimo.

Sebbene alcune guide massoniche dicono che il fine è lo stesso, cioè il benessere dell'uomo, in realtà usano metodologie e fondamenti teistici non accettabili.

Anche se nel Diritto Canonico del 83 non è presente l'esplicita scomunica a chi fa parte della massoneria essa è implicita qui.

La facciata delle buone intenzioni di alcuni massoni conta poco..

se si venisse a sapere che la visione massonica e laica della vita è tutt'altro che laica, ma totalitaristica?

Se si venisse a sapere che il bene dell'uomo per la visione massonica è invece la sua governabilità?

Se si venisse a sapere che il pluralismo massonico è una farsa per depauperare i popoli delle radici cristiane e quindi governarli meglio sotto interessi macroscopici che sono tutt'altro che il bene dell'uomo?

Purtroppo non c'è laicità dello stato senza cristianesimo e non c'è visione liberale senza Cristo.

Non parliamo di invadenza della Chiesa nella modernità ma di orizzonte civile in cui si sono costruite tutte le autonomie laiche di pensiero e che sono debitrici, in tutto, del Cristianesimo e del Vangelo.

Il principio di tolleranza è entrando nel mondo per mezzo del vangelo e non per le teorizzazioni "spirituali" e teistiche della massoneria.

Per questo avanza una cultura relativistica.. fa comodo a chi vuole guidare l'uomo sotto bisogni indotti e costruiti, sotto i desideri delle multinazionali.

Di questi gendarmi dovrebbe aver paura il Sig. Scalfari non delle guide svizzere.

Chissà perché non ne parla... non vorremmo pensar male..

Per approfondimenti sulla questione massonica si vada qui.

 

Più buoni di Gesù

Ovviamente questa affermazione di "cappello" è un paradosso ma ci piace metterla all'inizio di queste poche righe per ricordare il buonismo che aleggia nella vita politica italiana e di cui il Pres. Vendola è un esimio rappresentante.

Dietro l'architettura relativistica si affaccia la nuova religione del buonismo che a sentire Solovev è il preludio dell'anticristo.

Non entriamo in merito alla questione omosessuale che già abbiamo trattato ampiamente qui ma è certamente degno di attenzione quel minestrone di contraddizioni che sostengono la politica idealistica di Nicky Vendola.

Ci pare, infatti, che egli si esprima con religiosità ma come se Dio non ci fosse più che come cattolico (così come afferma di essere).

Vendola si muove proprio come se Cristo non fosse il suo più prezioso bene di cui essere testimone sempre; nel pubblico e nel privato.

Talvolta i mezzi e le espressioni pubbliche di Nicky Vendola, sia di qualche tempo fa che oggi con la campagna referendaria, sono l'espressione di quanto poco sia cristiano e cattolico chi lo ha eletto e quante idee confuse ci siano in giro sull'essere Cristiani e sul vivere come tali la propria identica politica a servizio del paese.

Il Cristianesimo non è un sistema di idee e di ideologie.. ma l'incontro vivo con Cristo vivo che ti fa Chiesa e che ti da la Chiesa e che ti muove ad un impegno sociale e politico per via della realtà dell'incarnazione.

E' Cristo povero che ti fa povero con i poveri; è Cristo casto che ti fa essere casto; è Cristo obbediente che ti fa obbedire al Padre e alla Chiesa; è Cristo testimone che ti fa essere testimone credibile e autentico del Vangelo; è Cristo Luce e Verità che illumina la coscienza.

Crediamo che in merito il pres. Vendola abbia le idee molto confuse e quel che è peggio che tende a confonderle a chi gli da credito.

Lo attendiamo perché ritorni a casa.

 

Memento:

- Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie. Noi, invece, abbiamo un'altra misura: il Figlio di Dio, il vero uomo. É Lui la misura del vero umanesimo. "Adulta" non é una fede che segue le onde della moda e l'ultima novità; adulta e matura é una fede profondamente radicata nell'amicizia con Cristo -
(Joseph Ratzinger, Omelia alla messa

"Pro eligendo Romano Pontifice", Roma, 18 aprile 2005)

 Paul Freeman www.zammerumaskil.com