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Pier Ferdinando Casini
L'onorevole Casini gode della nostra simpatia.
A maggior ragione da quando ha fatto quel "virtuoso" outing su "Ballarò" sulla sua difficoltà familiare personale e nello stesso tempo nel riconoscere, difendere e promuovere il sostegno dell'art 29 sulla Famiglia.
La realtà dell'ex democrazia cristiana non è stata solo bustarelle, clientelismo, nepotismo, statalismo ed ipocrisia (tra le coalizioni - chi è senza peccato scagli la prima pietra!) ma anche la presenza di autentici politici che hanno fatto la storia dell'Italia.
Ogni successiva demonizzazione verso la DC è stata messa in atto non solo dalla sua reale corruzione interna ma anche da una strategia voluta a tavolino da alcuni che volevano "il potere al posto di".
Riconosciamo nell'on. Casini e ancor più nell'on. Follini un proseguo coerente con il meglio di quella stagione politica aperto però ai nostri tempi, alle nostre attuali necessità e alle attuali prospettive.
Vogliamo dunque pregare per l'on. Casini con la speranza che ciò che egli ha detto riguardante la famiglia sia sempre una sua priorità ed una sua politica creativa e concreta sia che stia al governo come che sia all'opposizione.
Proponiamo per la meditazione il brano di Ef. 5,22ss
Ma la preghiera si estende ad ogni politico di ogni partito e di ogni schieramento sia perchè compia al meglio il suo servizio a favore del popolo italiano in queste elezioni politiche 2006, sia perché maturi, nel cuore e nei fatti una politica sempre più attenta e prioritaria verso la famiglia. Solo chi ha il cuore e la mente rattrappiti, come qualche direttore o ex-direttore di giornale, non riconosce l'ampiezza fondante e profetica del bene della famiglia naturale.
Auguriamo all'on. Casini, ad ogni politico, a tutti gli uomini di buona volontà e ai lettori di Adotta un politico una felice e feconda Pasqua di Resurrezione.

La tentazione messianica, la rivincita dei perdenti
Le promesse di felicità
E' risaputo che ogni politico e ogni linea politica, in campagna elettorale e non, si propone con una serie di promesse.
Per esperienza, poiché i fatti parlano, bisogna sempre diffidare di promesse esagerate, iperboliche e assolute.
Ogni governo presenta delle luci e delle ombre e nessuno sano di mente può promettere una panacea risolutrice dei problemi dell'uomo. Per cui quando abbiamo sentito parlare il premier Prodi di "felicità" siamo rimasti esterrefatti, neanche Berlusconi era arrivato a tanto: un delirio messianico a tutto tondo.
In questo è bene non farsi ingannare dalle parole ma verificare i programmi e le consistenze etiche, anche qui a tutto tondo, dei due schieramenti in queste elezioni politiche del 2006.
Cercare di essere dio senza Dio è un linguaggio che conosciamo bene, anche storicamente, e che nasce da fronti ideologici ben chiari come quello comunista, capitalista, razionalista che hanno sempre uno sfondo e un approdo nichilista.
Il comunismo ha ricevuto una scomunica che rimane tutt'ora in vigore, ma anche il capitalismo assunto a sistema (profitto snaturante l'uomo stesso) ha ricevuto serie condanne da tutto il magistero della dottrina sociale della Chiesa.
Come abbiamo già ripetuto innumerevoli volte in queste pagine sia il comunismo che il capitalismo hanno una qualche matrice biblica, snaturata dalla sostanza trascendente della rivelazione.
Sono in sostanza una versione "scimmiesca" e distorta della Rivelazione e quindi del bene vero per l'uomo.
In questa scia di scimmiottatura satanica si pongono tutta una serie di tentativi volti nel portare una presenza messianica senza Dio che partono dal nazismo alle propagande eugenetiche radicali.
Chi beneficia di questo disordine etico, di queste "panzane" iperboliche, di questo delirio di onnipotenza?
Coloro che cercano e bramano il potere e il controllo: le holding internazionali, le collusioni mafio-massoniche, i poteri forti delle banche.
E' pertanto normale che il cittadino si trovi sfiduciato davanti a questi teatrini messianici e lo ha dimostrato chiaramente nel referendum sulla procreazione assistita.
Lezione che, a dispetto di quanto proclamato da Capezzone, non è stata ancora colta dai radicali e dai loro compagni talebani finto-laici.
Tuttavia il cittadino ha dalla sua la forza della coscienza che, se retta e illuminata dalla fede, non può che approdare allo smascheramento del "potere" e a restituire a chi guida un paese per rappresentanza popolare la sua vera vocazione che è quella di servire rispettando i valori profondi che stanno alla base di ogni costituzione societaria laica, liberale e moderna: il rispetto assoluto della vita, dal suo sorgere al suo tramontare, la tutela prioritaria della famiglia, il sostegno delle situazioni deboli e disagiate.
Ma per cortesia, siamo seri, nessuno proponga la "felicità" ma risponda con delle solide basi antropologiche e sociali.
La Chiesa, giustamente non si schiera, al di la dei teatrini grotteschi di qualche sacerdote politologo errante che magari scrive anche su "Vita pastorale" e su "Famiglia cristiana", proprio perché il suo ministero è altro.
Ministero che si rivolge verso l'uomo per l'Altro per eccellenza che è Cristo ma, allo stesso tempo, pone dei criteri, delle luci, affinché si possa scegliere su solide basi etiche non soggette ai messianismi laicisti dell'una o dell'altra corrente politica.
La nota dottrinale del 2002 è molto chiara.
Cita il card. Ruini nella recente prolusione del Consiglio Permanente CEI di Marzo 2006:
"Nella sessione di gennaio di questo Consiglio Permanente abbiamo già precisato il nostro atteggiamento, che è quello di non coinvolgerci, come Chiesa e quindi come clero e come organismi ecclesiali, in alcuna scelta di schieramento politico o di partito, e allo stesso tempo di riproporre agli elettori e ai futuri eletti quei contenuti irrinunciabili, fondati sul primato e sulla centralità della persona umana, da articolare nel concreto dei rapporti sociali, e sul perseguimento del bene comune prima di pur legittimi interessi particolari, che costituiscono parte essenziale della dottrina sociale della Chiesa, ma non sono “norme peculiari della morale cattolica”, bensì “verità elementari che riguardano la nostra comune umanità”.
Ed ancora:
"Nella situazione attuale meritano inoltre speciale attenzione alcune fondamentali tematiche antropologiche ed etiche, come quelle del rispetto della vita umana dal concepimento al suo termine naturale e del sostegno concreto alla famiglia legittima fondata sul matrimonio, in particolare nei suoi compiti di generazione ed educazione dei figli, evitando invece di introdurre normative che ne comprometterebbero gravemente il valore e la funzione e non corrispondono ad effettive esigenze sociali."
Giustamente Mons. Fisichella in una intervista a "E' vita" ha ribadito questa luce che fonda i criteri di ogni scelta non solo del cattolico ma dell'uomo di buona volontà.
Criteri che non possono non mettere in luce una politica anti-umana, eugenetica e distruttrice che si muove a livello europeo con un preciso disegno pseudo-messianico verso un'utopia disumana che cerca di fare dell'uomo un criterio per se stesso senza riferirsi al suo desiderio profondo di trascendenza.
Delirio che passa attraverso ogni ideologia totalitaristica di ogni tempo ma anche per ogni potere "feriale" mascherato da catto-comunismo o da apparenza liberale.
Costituzione: regole per la crescita o rassicurazione?
Si sa la Costituzione è frutto di tanta fatica, sudore e lacrime e per rispetto di noi stessi essa va difesa, vissuta e rispettata. Ogni contesto sociale in quanto tale si da delle regole che lo aiutano a crescere, maturare, conservare la propria identità in una forma dinamica e non stantia. La Costituzione Italiana è stata fondata sul lavoro. Non possiamo qui ripercorrere il cammino lungo e tortuoso che tale definizione ha avuto.
Ci chiediamo, tuttavia se tale accento non abbia distratto e non distragga riguardo all'art 29 riguardante la famiglia.
Nel sentir parlare alcuni candidati politici si ha l'impressione che la tutela dello stato debba essere data alla famiglia nell'ottica del lavoro e del reddito senza però contare quanto sia importante la buona educazione, il rispetto delle figure genitoriali, il bene dei figli, l'educazione alla vita e alla responsabilità.
Si ha come l'impressione che lo stato dia per scontato che il cittadino sia buono e responsabile e non attui politiche adeguate per la crescita al senso della vita, all'amore, al senso civico e alla responsabilità verso la progettualità, il dono responsabile di sé.
Ovvio, lo stato è laico.
Tuttavia molto si potrebbe dire e fare in ambito laico su questi aspetti senza entrare nell'ambito proprio della proposta religiosa, sostenendo in maniera sussidiaria e incentiva ogni forma di rispetto, di riscoperta della vocazione genitoriale, di educazione responsabile alla vita.
Creando occasioni, stimoli, riscoperta a quanto è bello e fecondo sia umanamente che socialmente essere padri e madri, essere figli.
I modelli proposti invece, sotto molti fronti, sono in apparenza pluarlistici ma, in realtà, in contraddizione con la salute e la stabilità della famiglia stessa.
In sostanza uno stato - cioè noi - che non si dia regole che salvaguardano con tutte le forze il bene della famiglia dal punto di vista morale, sociale, economico.. si incammina verso un suicidio della democrazia e verso il totalitarismo.
Totalitarismo che mutua sempre forma ma rimane sempre nella sostanza un promotore di disumanità.
Se invece ci fosse una maturazione politica e sociale nella fantasia di promuovere la famiglia, ne siamo convinti, la distanza tra laici e credenti sarebbe paradossalmente ravvicinata.
C'è il sospetto infatti che si vogliano lasciar le cose così ponendo l'accento non su ciò che è fondamentale ma su ciò che, pur importante - come il lavoro e il minimo di benessere - ha, piuttosto, valore sussidiario.
A chi possa far comodo questa politica dell'accento sul lavoro e non sulla vita non è difficile capirlo.
Quale dei due schieramenti si proporrà con programmi e vissuto in maniera più credibile su questo fronte a favore della famiglia e della tutela della persona umana, senza future collusioni equivoche e "Grillini" di ogni sorta, avrà il nostro voto nelle elezioni politiche del 2006.
Paul Freeman
www.zammerumaskil.com
Memento:
- Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie. Noi, invece, abbiamo un'altra misura: il Figlio di Dio, il vero uomo. É Lui la misura del vero umanesimo. "Adulta" non é una fede che segue le onde della moda e l'ultima novità; adulta e matura é una fede profondamente radicata nell'amicizia con Cristo -
(Joseph Ratzinger, Omelia alla messa
"Pro eligendo Romano Pontifice", Roma, 18 aprile 2005) |