 Piero Fassino
La preghiera per l'on. Fassino è preghiera estesa a tutto quel mondo che ipocritamente fa della religione un fatto privato che non "informa" e nutre tutte le scelte quotidiane. Vuol dire pregare per smantellare quel mondo borghese che vuole fare del cristianesimo un insieme di norme e una pacificazione utilitaristica della coscienza e non l'incontro con una persona viva: il risorto! Vuol dire combattere l'empieta più grande: quella di usare Dio come un oggetto, perché nella cosificazione della fede Dio viene messo accanto ad altre realtà e non è più degno di essere ascoltato. Vuol dire interpretare correttamente il "date a Cesare quel che è di Cesare" senza strumentalizzarlo per relativismi politici ed umani Proponiamo per questo la meditazione sul salmo 9 "... [16]Sprofondano i popoli nella fossa che hanno scavata, nella rete che hanno teso si impiglia il loro piede. [17]Il Signore si è manifestato, ha fatto giustizia; l'empio è caduto nella rete, opera delle sue mani. "

Il "genio" del male Non stiamo parlando di satana, né di alcune lobby sotterranee che cercano di guidare, al di la dei colori politici, i posti chiave e decisionali di un paese. Ciò di cui desideriamo parlare è di quella straordinaria capacità che abbiamo ricevuto di creatività, di dedizione e di vita che può trasformarsi, se non facciamo scelte adeguate, in una capacità distruttiva ed auto-distruttiva. Non bisogna cercare in tale senso esperienze paradigmatiche e risonanti come le tirannie, la shoàh, o le persecuzioni che l'uomo fa all'uomo.. no, no, basta essere un po' più feriali per riconoscere che scelte negative le facciamo spesso, pescando, per pigrizia, in quella zona d'ombra che tutti ci portiamo dentro. Infatti dopo la superbia il peccato più grande e più pericoloso rimane certamente l'accidia, cioè quella pigrizia spirituale che porta l'uomo a dimenticarsi e a dimenticare l'altro e ad obnubilarsi nei "capricci" e nelle vie in discesa che portano alla morte. Giustamente Benedetto XVI richiama ai moniti biblici i quali più che una minaccia sono un avvertimento, un "attento!", uno "svegliati e svegliatevi!" che sempre va fatto dalla nostra febbre di politically correct e di buonismo. Facciamo qualche esempio. Con la 194, agitata fortemente dal movimento femminile di quegli anni, si è cercato di tamponare una situazione presente di aborti clandestini fatti in condizioni precarie di igiene e di assistenza. Si è portato a baluardo ideologico di questa legge due assiomi uno quello del diritto della donna sulla gravidanza e due quello della salvaguardia delle situazioni limite in cui essa poteva incorrere. Ovviamente le femministe ed i femministi si erano e si sono sempre dimenticati di un terzo presente, cioè della vita nuova, dei diritti del nascituro. Pertanto la coscienza civica, seppur addormentata dal pensiero modaiolo di quegli anni, cercò di restringere le situazioni abortive in casi estremi chiamandole, ipocritamente, interruzioni volontarie di gravidanza. Ma l'etimologia è alle porte, infatti questo sono interruzioni volontarie, proprio a testimoniare che la donna fa una scelta, libera e consapevole e drammatica di interrompere una vita e di far prevalere un diritto su quello di un altro: il suo! Il fatto che la legge permetta, in alcune situazioni limite questa posizione, ha legittimato e amplificato il versante univoco della scelta che la donna ha sulla vita altrui, trasformando una necessità estrema in un diritto di fatto. Questo è il "genio" del male: chiamare male il bene e bene il male. Questa è stata, talvolta in buona fede, la coscienza modaiola del femminismo di quegli anni davanti a questa tematica ed ha sbilanciato l'asse dal rispetto della vita umana e dei suoi diritti al diritto della donna. Questo ha impedito e rallentato, e qui sta il "genio" del male, la fioritura di una coscienza civica ed un humus a favore e a sostegno della vita. La 194 rimane, davanti allo squallore degli aborti clandestini un passo avanti, ma davanti alla cultura della vita un sconfitta civile, femminile ed umana. Lo spauracchio post referendum dei referendari che vanno in giro dicendo che i cattolici vogliono minare la 194 nasce proprio da questo "genio" del male adolescenziale e sordo che non vuole proporre una cultura ed un "genio" alla vita, un humus civile a risorse assistenziali e capillari al diritto alla vita umana, alla sua bellezza e alla sua dignità. I cattolici chiedono che almeno la 194 sia rispettata invece che stravolta a sostegno di un diritto – capriccio pericolosamente infantile di interruzione di una vita. La Ru486 e tutta la polemica che segue viene sostenuta proprio da questo "genio" del male e dai farisei dell'ultima ora che da ogni versante politico, dalla Prestigiacomo alla Melandri, si stracciano le vesti per ribadire il diritto all'interruzione della vita affinché diventi prassi da supermercato. Certo non lo dicono in questi termini (e qui sta il genio malato) ma la sostanza è questa. Peccato. Perché quando vediamo il genio femminile trasformarsi in "genio" del male ci appare ancor più stridente la distanza che alcune donne in politica hanno con il "genio Mariano" così necessario alla nostra società e di cui c'è bisogno perché l'ascolto e la gioia della vita esplodano in un "magnificat!". Infatti o i cattolici in politica cercheranno di essere dei mistici o faranno solo danni. La storia insegna che la via mistica è la via concreta delle riforme sociali e politiche di ogni paese. Il mistico è colui che meglio di altri, vive con passione l'adesione al reale, alla ragione e la illumina con la presenza di Dio che rivela l'uomo all'uomo. Ecco perchè ci fanno sorridere i proclama di "credente " di Piero Fassino e il cattolicesimo di Berlusconi, Prodi, Prestigiacomo, Fini, Rosy Bindi e compagnia bella... le cose sono due o fanno certe affermazioni per natura politica o hanno le idee molto confuse o forse... entrambe le cose! Certo che a sentir parlare Rosy Bindi si rimane esterrefatti dal suo scarso, più elementare, senso di Chiesa. I Pacs "Abbiamo fatto una buona legge sul divorzio senza stravolgere le famiglie italiane. Ugualmente, abbiamo fatto una buona legge sull'aborto senza stravolgere le famiglie italiane. Possiamo fare una equilibrata e giusta legge sulle coppie di fatto senza mettere in discussione la famiglia. Possiamo cioè rispettare l'articolo 29 della costituzione, quello che riconosce il valore della famiglia e, al tempo stesso, approntare strumenti di garanzia per chi ha scelto la convivenza". Questo ha detto Fassino su un noto quotidiano. Ma c'è necessità di questi pacs? Certo!... con una battuta, per fare un pacs indietro, anzi peggio. Se si vuole seguire il "genio" del male di cui sopra, si! Se si vuole dimenticare le priorità vere e reali che ha la famiglia, in quanto dato reale e costituzionale, certamente. Se si vuole promuovere i capricci inutili della minoranza di una minoranza, certamente. A noi pare che Fassino, come altri, persi dietro i capricci di Grillini e company non hanno il polso della realtà. Uno, come Fassino, che fa un proclama del genere sulle leggi che più hanno stravolto il tessuto portante della società e del bene comune ha perso ogni credibilità politica. Come infatti la spinta abortista ha distratto sul diritto alla vita nascente così tutta questa inutile polemica fa dimenticare che la famiglia italiana ha bisogno di tutte le attenzioni e di tutte le manovre politico-finanziarie per non essere seppellita dalle difficoltà. Se non viene stimolato il genio umano per promuovere linee fiscali adeguate e sostegni civili, educativi ed economici alla famiglia... ci stiamo perdendo. E' come colui che in pericolo di terremoto non esce fuori dallo stabile che sta crollando con i suoi cari ma rimane dentro a perdersi nei dettagli. Parliamo di tasse ingiuste come l'Ici sulla prima casa, parliamo dei rincari speculativi delle assicurazioni, dell'acqua, del gas e dell'energia elettrica. Parliamo del sostengo economico di chi mette al mondo dei figli (vera rarità oggi!) affinché sia proporzionale e costante al numero dei figli. Parliamo della speculazione iniqua del prezzo delle case, per non parlare degli affitti. Perché non si ricorda ai padroni di casa che mettere un affitto per 70 mq sopra le 300 € è rubare? Parliamo dell'assistenza economica agli anziani e di quei migliaia di casi che vengono abbandonati economicamente per motivi burocratici non fornendo loro il necessario sostegno e accompagno. Parliamo del diritto dei figli di essere amati e cresciuti da mamma e papa,qualitativamente e quantitativamente... e voi ancora perdete tempo sui dettagli? Il Pacs è ancora nei vostri pensieri? Qualcuno ci spieghi perché una coppia che si vuole con prassi “di fatto” e non “di diritto”, debba diventare, per legge, di diritto. "Le unioni di fatto non comportano diritti e doveri matrimoniali, né pretendono una stabilità basata sul vincolo matrimoniale. Si distinguono per la ferma rivendicazione di non implicare alcun vincolo."(Ponti.Cons per la Fam.). Come direbbe Ambra Angiolini, da esponente dell'adolescenza galoppante di parte del sentire comune, "Conoscendomi sarà certamente così: il giorno che arrivano i Pacs, io mi sposo!" Qualcuno ricordi alla Prestigiacomo che citare male ed impropriamente il pensiero del cardinal Francesco Pompedda non aiuta la gente a capire il pensiero della Chiesa e il danno dei pacs. Quando il cardinale parla dei diritti che nascono da alcune situazioni di fatto li contestualizza nel riconoscimento che lo stato fa nei loro confronti e che già avviene con il diritto privato ma aggiunge “Il pericolo sta in una equiparazione di fatto: una legge che le metta sullo stesso piano la famiglia fondata sul matrimonio fra uomo e donna è da evitare, perché crea equivoci. E, creando equivoci, si hanno inconvenienti gravissimi". Si ricordi piuttosto la Prestigiacomo quanto il cardinale affermava durante il periodo del referendum "Non aderire all´invito di astenersi è.. una grave e imprudente disobbedienza". Ma si sa la Prestigiacomo, come Prodi, usando in periodi di campagna elettorale con leggerezza le affermazioni su questioni delicate vuole sottolineare la morte della democrazia. Quello che conta infatti è la visibilità politica non è il bene del cittadino. Ci fanno sorridere le manovre economiche che riducono del 10 % gli stipendi dei parlamentari, quando i parlamentari ed i politici guadagnano, mediamente, in un anno quello che una famiglia, con doppio stipendio, guadagna in 10 anni. Se vogliamo giocare con i numeri facciamo la somma dello spreco e degli abusi edilizi segnalati da "striscia la notizia", aggiungiamo lo scarto dai maxi stipendi dei parlamentari e vedrete che c'è n'è d'avanzo per una manovra finanziaria di tutto rispetto. La realtà è che la famiglia è sotto assedio e i nostri "rappresentanti" politici dormono e si perdono nella vanità dei giochi e nelle contorte costruzioni del "genio" del male. Paul & Francesca www.zammerumaskil.com
Memento: - Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie. Noi, invece, abbiamo un'altra misura: il Figlio di Dio, il vero uomo. É Lui la misura del vero umanesimo. "Adulta" non é una fede che segue le onde della moda e l'ultima novità; adulta e matura é una fede profondamente radicata nell'amicizia con Cristo - (Joseph Ratzinger, Omelia alla messa "Pro eligendo Romano Pontifice", Roma, 18 aprile 2005) |